Materiale pucciniano all'Accademia

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L’ambasciatore Luca Orsini Baroni (Fornacette 1871 - Lucca 1948) donò il 19 novembre 1938 all’Accademia Lucchese di Scienze, Lettere e Arti una maschera funebre di Giacomo Puccini realizzata in bronzo, alcune lettere e notevoli documenti inerenti la malattia mortale per la quale il maestro si recò nel 1924 a Bruxelles. Nella capitale belga si trovava allora il nobile pisano Luca Orsini Baroni per il suo impegno di ambasciatore d’Italia, avendo in tal modo l’occasione di vivere in prima persona la tragica fine dell’amico.  

Luca Orsini Baroni aveva raccolto negli anni 1923-24 lettere autografe, biglietti altrettanto autografi e telegrammi, ricevuti da Puccini e dai suoi familiari mentre soggiornavano in contemporanea nello stesso tempo a Vienna e poi a Bruxelles, per un totale di 16 documenti inediti e fino a oggi sconosciuti.

La maschera mortuaria è opera dello scultore belga Jules Berchmans (1883-1951) che prese l’impronta del volto di Puccini dopo la sua morte e realizzò una maschera in gesso per la famiglia Puccini, ora esposta nel museo di Torre del Lago.  Il figlio Antonio Puccini chiedeva nel 1925 a Orsini Baroni di farsi rimodellare dallo stesso scultore una seconda copia in bronzo come ringraziamento per il suo interesse alla malattia del padre. Questa seconda copia fu poi donata nel 1938 all’Accademia e per la dichiarata volontà del donatore da allora esposta al pubblico nelle sale dell’Accademia presso il Palazzo della provincia di Lucca.  La relazione amichevole tra Antonio Puccini e Luca Orsini Baroni è testimoniata da due lettere allegate al dono.

Inoltre la morte del maestro è documentata da 5 fotografie e da una relazione ufficiale non conosciuta dai biografi di Puccini, scritta dall’ambasciatore a Benito Mussolini quale ministro per gli affari esteri. La documentazione viene arricchita dai rapporti autografi dei medici di Bruxelles che visitarono e operarono Puccini.

Per la volontà del donatore i documenti sono rimasti fino a oggi segreti. Scrive Luca Orsini Baroni in una lettera al vice presidente dell’Accademia Amos Parducci: «Dovranno essere mantenute come “riservate” e non date in pasto alla curiosità del pubblico, né tanto meno alla stampa». Dunque il donatore desiderava e imputava che le carte per il loro carattere privato rimanessero segrete “a termine di legge”. Dopo 70 anni, l’Accademia Lucchese di Scienze, Lettere e Arti si sta muovendo sul piano legale giuridico per valutare la possibilità di rimozione del vincolo imposto, tramite contatto con gli eredi diretti dell’ambasciatore, su un prezioso dono di lettere e documenti riguardanti la morte di Giacomo Puccini e una maschera mortuaria in bronzo del maestro.  L’Accademia considera tuttavia che il desiderio di pubblicare le carte e sottoporle allo studio degli storici in onore dell’illustre socio corrispondente Puccini deve essere subordinato, in modo rigoroso e attento, al problema morale di vigilare sul dono secondo la volontà del suo donatore.

28 marzo 2009